VIA CRUCIS

prima stazione
prima stazione

Gesù è condannato a morte "Se il mio Signor diletto A morte hai condannato, Spiegami almen, Pilato, Qual fosse il suo fallir. Che se poi l'innocenza Error da te s'appella, Per colpa così bella Potessi anch'io morir."

seconda stazione
seconda stazione

Gesù è caricato della croce "So, che del suo supplizio Appare reo chi'l porta; So che la pena è scorta Del già commesso error. Ma se Gesù si vede Di croce caricato, Paga l'altrui peccato Il suo immenso Amor."

terza stazione
terza stazione

Gesù cade per la prima volta "Chi porta in pugno il mondo A terra è già caduto Nè gli si porge aiuto: O ciel, che crudeltà! Se cade l'uomo ingrato Tosto Gesù il conforta, Ed è per Gesù morta Al mondo ogni pietà!"

quarta stazione
quarta stazione

Gesù incontra sua madre "Sento l'amaro pianto Della dolente Madre, Che gira tra le squadre In traccia del suo Ben. Sento l'amato Figlio, Che dice: Madre addio; Più fier del dolor mio Il tuo mi passa il sen."

quinta stazione
quinta stazione

Gesù aiutato a portare la croce da Simone di Cirene "Sì, di Tue crude pene Son io, Signore, il reo, Non deve il Cireneo La croce Tua portar. S'io sol potei per tutti Di croce caricarti, Potrò nell'aiutarti Per tutti io sol bastar."

sesta stazione
sesta stazione

Santa Veronica asciuga il volto di Gesù "Si vago è il Vostro affanno, Bel volto del mio Bene, Che quasi in voi diviene Amabile il dolor. In cielo che fareste, Se in rozzo velo impresso, Da tante pene appresso, Innamorate ancor?"

settima stazione
settima stazione

Gesù cade per la seconda volta "Sotto i pesanti colpi Della ribalda scorta, Un nuovo inciampo porta A terra il mio Signor. Più teneri dè cuori Siete voi, duri sassi, Nè ingombrate i passi Al vostro Creator."

ottava stazione
ottava stazione

Gesù ammonisce le donne di Gerusalemme "Figlie, non più su queste Piaghe, che porto impresse, Ma sopra di voi stesse Vi prego a lagrimar. Serbate il vostro pianto, O sconsolate Donne, Quando l'empia Sionne vedrete rovinar."

nona stazione
nona stazione

Gesù cade per la terza volta "L'ispido Monte mira Il Redentor languente, E sa che inutilmente Per molti ha da salir. Quest'orrido pensiero Si al vivo il cor gli tocca, Che languido trabocca, E sentesi morir."

decima stazione
decima stazione

Gesù viene spogliato dalle vesti "Mai l'arca del Signore Del Vel si vide scarca: E ignudo il Dio dell'Arca. Vedrassi, e senza Vel? Se nudità si bella Or ricoprir non sanno; Dide, mio Dio, che fanno Li Serafini in Ciel?"

undicesima stazione
undicesima stazione

Gesù è inchiodato sulla croce "Vedo sul duro tronco Disteso il mio Diletto, E il primo colpo aspetto Dell'empia crudeltà. Quelle vezzose mani Che al torno sembran fatte, Ah! che il martel le batte Senz'ombra di pietà."

dodicesima stazione
dodicesima stazione

Gesù muore sulla croce "Veder l'orrenda Morte Del suo Signor non puole; Onde si copre il Sole, E mostra il suo dolor. Trema commosso il Monte Il Sacro Vel si spezza; Piangon per tenerezza I duri marmi ancor."

tredicesima stazione
tredicesima stazione

Gesù è deposto dalla croce "Tolto di Croce il Figlio L'avide braccia stende L'afflitta Madre, e prende Nel grembo il morto Ben. Versa per gli occhi il core In lagrime disciolto, Bacia quel freddo volto, E se lo stringe al sen."

quattordicesima stazione
quattordicesima stazione

il corpo di Gesù è sepolto nel sepolcro "Tomba che chiudi in seno Il mio Signor già morto; Fin ch'Ei non sia risorto, Non partirò da te. Alla spietata morte, Allor dirò con gloria: Dov'è la tua vittoria? Dov'è, dimmi, dov'è?"